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Sciopero e manifestazione alla Spezia dei lavoratori dei call center e telecomunicazioni

Sciopero e manifestazione alla Spezia dei lavoratori dei call center e telecomunicazioniQuesta mattina circa 500 tra lavoratrici e lavoratori dei call center Comdata, Call & Call, e di Telecom sono scesi in piazza in occasione dello sciopero nazionale dei lavoratori del settore delle telecomunicazioni. La manifestazione unitaria, indetta da SLC CGIL, FISTEL CISL e UILCOM UIL, si è svolta di fronte alla Prefettura della Spezia a partire dalle 10. Successivamente, il corteo dei lavoratori ha percorso tutto il perimetro di Piazza Verdi. Una delegazione di sindacalisti ha incontrato il Prefetto della Spezia. In provincia della Spezia sono complessivamente un migliaio i lavoratori del settore che afferiscono a Comdata, Call & Call e Telecom, più le piccole ditte del territorio.

Alla base delle motivazioni dello sciopero c'è il mancato rinnovo del contratto nazionale. I sindacati ribadiscono la grande distanza esistente sui temi della normativa, degli orari di lavoro, del part‐time, delle flessibilità, della classificazione professionale, così come la netta contrarietà alle proposte avanzate da ASSTEL sul superamento degli automatismi (scatti di anzianità) e sull’introduzione di soglie di accesso per il pagamento dell’Elemento di Garanzia.

Le grandi vertenze che si stanno susseguendo nel settore vedono mettere a rischio migliaia di posti di lavoro sia nel comparto di customer care che in quello della rete, così come la dispersione di professionalità fondamentali per l’innovazione e lo sviluppo del Paese. Contemporaneamente, TIM ha dato disdetta degli accordi aziendali fino ad oggi esistenti. Siamo quindi di fronte ad una politica di messa in discussione, nei fatti, del CCNL e al contempo della contrattazione aziendale. Un rinnovo di contratto per un settore che è il perno dell’innovazione del Paese deve basarsi su adeguate basi economiche, su un sistema bilaterale della formazione in grado di sostenere l’occupabilità e la rioccupabilità all’interno del comparto, su un sistema di welfare avanzato.


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